Nokia 3310 2017: solo un esercizio di stile?

C’è una parola fantastica in inglese: “gimmick“. E credo che si addica particolarmente bene al “nuovo” Nokia 3310, nell’edizione 2017 appena presentata al MWC 2017 di Barcellona. Cosa significa “gimmick“? Beh, non c’è una perfetta controparte nella nostra lingua, anche se si può dire che significhi, più o meno, una “trovata pubblicitaria”, un “esercizio di stile”. Ecco perché.

Il web è andato un po’ fuori di testa per questo annuncio. Già qualche giorno prima della presentazione ufficiale si sapeva che Nokia avrebbe accompagnato i suoi nuovi smartphone entry-level Android con un restyling del mitico 3310, che solo chi ha almeno una trentina d’anni può ricordare di aver utilizzato, per soddisfare la voglia di vintage di una buona parte degli appassionati del genere. Ma se quello che poi è stato effettivamente presentato ha fatto impazzire di gioia molti, allo stesso tempo ha fatto storcere il naso altri.

3310

Sì perché a parte l’hype per il salto nel passato, tra ricordi di una gioventù ormai sfuggita e l’eccitazione per un oggetto di culto riportato in vita in chiave moderna, sotto la scocca del nuovo Nokia 3310 2017 c’è ben poco di entusiasmante. Chiariamoci, si tratta di un restyling, pertanto nessuno si sarebbe aspettato prestazioni da smartphone contemporaneo, ma per come è stato realizzato non abbiamo di fronte altro che un oggetto da collezione, e poi forse neanche, con un design moderno ma dalle possibilità di utilizzo praticamente nulle.

Sebbene molti stiano già valutandone l’acquisto – 49$ il prezzo di listino – il senso di questo dispositivo resta pressoché sconosciuto. La teoria del “è perfetto per me che vorrei tornare a utilizzare il telefono solo per chiamare e messaggiare tramite SMS” non regge. Perché non tornare al cerca persone allora? O al solo telefono fisso. Fighissimo. Se vuoi rinunciare alla tua vita sociale. Mi parli del prezzo irrisorio, che ti permette di avere a disposizione qualcosa di veramente terra-terra, per scrollarsi di dosso lo stress da era-dei-social? I telefoni che chiamano e inviano solo SMS non sono mai spariti, se ne trovano in qualsiasi negozio di elettronica fisico e virtuale a prezzi anche più bassi. Su Amazon c’è un Alcatel del 2015 che fa le stesse cose, e costa 15 eurini.

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Avrebbe potuto avere ampio mercato se fosse stato in grado di supportare perlomeno app di messaggistica come Whatsapp, per renderlo un perfetto “muletto”: si rompe lo smartphone principale e via col 3310, senza doversi scollegare dal mondo. L’attesa per il ritorno al dispositivo principale sarebbe stata addolcita dal piacere di utilizzare per qualche giorno un oggettino carino, curato e stiloso, probabilmente ci avrei fatto un pensierino anche io. E invece no, perché la connettività limitata al 2G, proprio come il modello originale, ne limita drasticamente le possibilità di utilizzo: chiamate e SMS. Punto. Ma non solo: questa scelta lo rende di fatto inutilizzabile anche per le funzioni base in mercati come quello americano, dove le reti 2G, ormai obsolete, sono state del tutto disattivate per fare spazio a tecnologie più recenti.

Ehi, ma c’è Snake!“. Sì, c’è Snake, ma non quello che credete voi. La nuova Nokia ha pensato che lasciare la dotazione hardware praticamente identica all’originale fosse una buona idea, ma ha invece ritenuto che il classico del gaming mobile, probabilmente il padre di tutti i giochini per piccoli schermi, avesse bisogno di essere proposto sotto una nuova veste. Quindi niente Snake classico, quello davvero amato da tutti, ma eccone un’edizione multi-colorata, con grafica più avanzata e tecniche di gioco differenti dall’originale. Pessima scelta.

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Eh, ma è Nokia, il marchio conta!“. Già, il marchio conta eccome. Ecco perché chi fosse intenzionato ad acquistare il nuovo 3310 dovrebbe essere messo al corrente che dietro al rinato brand Nokia c’è HMD Global, azienda finlandese composta da ex-dipendenti Nokia che nasce dagli scarti del vecchio marchio, rilevato da Microsoft qualche anno fa. È proprio il colosso di Redmond che cedendo le divisioni meno interessanti del brand, come appunto quella dei feature phone, ha permesso la nascita di HMD Global. Non è proprio la stessa Nokia: forse la nuova azienda riuscirà a mantenere gli standard qualitativi del brand storico, ma al momento è perlomeno un dettaglio da tenere in considerazione.

Perché quindi acquistarlo? Non lo so. Io non lo acquisterei. I contro sembrano davvero troppi rispetto ai pro e anche rileggendo le caratteristiche tecniche non riesco a trovare qualcosa che mi faccia cambiare idea: la fotocamera da 2 MB è pressoché inutile, la batteria dura sì un mese in stand-by, ma come sfruttarla resta un mistero, Snake non è quello che volevamo, non si può fare altro che chiamare e mandare SMS (nemmeno mia nonna usa più il telefono in modo convenzionale, quando vuole contattarmi usa Facebook Messenger sul suo iPad), il sistema operativo è praticamente identico all’originale. Nulla di nuovo. Può essere però utilizzato come lettore musicale: i 16 GB di memoria interna espanibili via microSD sono perfetti per archiviare migliaia di brani, da ascoltare tramite cuffie con la classica connessione jack da 3,5 mm (guarda e impara, Apple!). E se le vostre playlist vi hanno stancato c’è il modulo radio FM a venirvi in soccorso.

Un peccato, perché l’idea era ottima, la sua applicazione molto meno. Fortunatamente Nokia si è interessata anche al mercato degli smartphone veri e propri e forse dovreste dare un’occhiata ai nuovi Nokia 3, 5 e 6, che sicuramente sapranno ritagliarsi una fetta di mercato importante: è dalla fascia degli entry-level fino ai medio-gamma che la competizione si farà interessante con questi nuovi device dalle buone caratteristiche e prezzi non eccessivi; ed è sempre lì che scopriremo se Nokia è davvero tornata.