Apple: tutto quello che (non) ha innovato al WWDC 2014. Ancora una volta.

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Perché diciamolo: Apple ha smesso di innovare (nel senso puro della parola, così come la lingua italiana la concepisce) ormai da tempo. Si perfeziona, sì. Migliora i suoi prodotti, sì. Ma di certo non innova, al massimo “rinnova”, in particolare il suo OS per dispositivi mobile, sempre più abile nell’adottare le features che la concorrenza (qualcuno ha detto Android) ha introdotto nei suoi prodotti anche da anni, in alcuni casi. Vediamo quindi le novità che Apple ha presentato a questo WWDC 2014, anche se di novità si tratta solo per il mondo della mela morsicata.

iOS 8 – Notifiche interattive

La prima “nuova feature” riguarda il sistema di notifiche, che continua a migliorarsi abbracciando finalmente la versatilità di cui una funzionalità del genere necessitava, permettendo agli utenti di interagire con esse direttamente da una finestra di pop-up nella parte alta del display. È quindi possibile rispondere ad un messaggio, ad esempio, senza più dover lasciare l’applicazione corrente, in nome di un più funzionale sistema multitasking. In effetti, la concorrenza non propone una soluzione esattamente identica ma, almeno Android, consente nativamente alle applicazioni di abilitare soluzioni di interazione dal pannello delle notifiche, accessibile col classico trascinamento verso il basso, o tramite pratici pop-up, più o meno come per le notifiche interattive di iOS 8, per rispondere a messaggi, eliminare conversazioni, condividere contenuti, eccetera. Un passo avanti obbligatorio per Apple, che tutti apprezzeranno.

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iOS 8 – Quicktype 

Chi non è pratico di iPhone o iPad potrebbe restare sorpreso nell’apprendere che solo ora, a metà 2014, Apple inizia a parlare di suggerimenti automatici per la sua tastiera integrata durante la digitazione del testo, ma è proprio così: iOS 8 sarà la prima versione del sistema operativo mobile made in Cupertino a concepire un sistema di suggerimenti del genere, mentre su Android gli utenti sono ormai abituati a poter contare su un supporto simile da diversi anni ormai, sia grazie all’eccellente tastiera Google di default, sia con le tantissime soluzioni proprietarie dei vari produttori, così come le infinite proposte del Play Store, leggasi SwifKey, Fleksy, Swype, Minuum, solo per citare alcune delle più famose. Infine, sarà finalmente possibile installare tastiere di terze parti. Beh, era ora, cara Apple!

iOS 8 – Health

Apple pensa alla salute dei suoi utenti, e per farlo prende spunto senza troppi complimenti dalla sua principale concorrente, proprio quella che ha trascinato in una infinita telenovela in tribunale accusandola di essere stata copiata spudoratamente: Samsung e il suo S Healt. Arriva infatti la nuova app Healt. Che fantasia!

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iOS 8 – Hey Siri

Volevate dire “Ok, Google”?

iOS 8 – Widget

Arrivano finalmente i widget di terze parti, ma non bisogna esultare troppo presto: sarà possibile aggiungerli solo nella schermata a scorrimento delle notifiche, lasciando il drawer inalterato. Peccato, una delle più invidiate caratteristiche di Android sembra ancora snobbata da Apple.

iOS 8 – iMessage, Spotlight, Fotocamera, Famiglia e Libreria Cloud.

iMessage e Spotlight sono le altre due novità importanti di Apple per il suo iOS 8, che per motivi differenti in questo caso non hanno nulla a che spartire con la concorrenza. Il primo sicuramente resta uno dei migliori, se non il migliore, servizio di messaggistica nativo per uno smartphone, capace di integrare perfettamente le funzioni di SMS con quelle di chat via rete tra iPhone, che in questo caso Google Hangout dovrebbe invece prendere come esempio. Migliora la gestione personalizzata delle notifiche, viene aggiunta la possibilità di rinominare le varie chat di gruppo e di gestirne i partecipanti. Spotlight aumenta invece le sue potenzialità permettendo una ricerca ancora più approfondita all’interno del device, ricercando le parole chiave anche nelle singole app e senza fare distinzione tra le tipologie di contenuti, garantendo all’utente l’individuazione del contenuto ricercato. La fotocamera ottiene ulteriori miglioramenti, andando a rafforzare uno dei punti forti di iPhone, che riceve anche il nuovo PhotoKit. Anche la condivisione di contenuti in famiglia viene perfezionato, mentre viene annunciata anche Libreria Cloud, un modo pratico per accedere alla stessa libreria multimediale da più device connessi allo stesso account, migliorando i servizi di interazione con il cloud.

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iOS 8 – Conclusioni e considerazioni

Apple continua sì a migliorare il proprio sistema operativo per iPhone, iPod Touch e iPad, ma è da almeno 4 generazioni di iOS che le novità sembrano una rincorsa a quello proposto dalla concorrenza, Android in primis, senza offrire mai nulla di effettivamente nuovo. L’unica grande novità, innovazione degna di questo nome, è sicuramente Siri, introdotta però nell’ormai lontano 2011 con iPhone 4S. Da allora, tutto quello che è stato migliorato è servito solo ad avvicinarsi agli altri OS mobile, dando la sensazione che se una volta era Apple a dettare le regole, ora lo scenario sembra decisamente capovolto, con gli ingegneri di Cupertino a corto di idee e costretti a tentare di non perdere terreno dal tanto odiato Android. Il drastico rinnovo grafico e non di iOS 7 (non proprio apprezzato da tutti, anche se a me è piaciuto molto) non è bastato a soddisfare appieno le esigenze degli utenti Apple, sempre più portati a storcere il naso spingendoli in molte occasioni a guardarsi intorno. Senza contare che proprio iOS 7 è responsabile, forse per la prima volta, di problemi di rallentamenti e incertezze del sistema operativo per iPhone, che da sempre fa della perfetta simbiosi tra hardware e software, con conseguente perfetta esperienza d’uso, senza impuntamenti. Questo almeno sui modelli meno recenti, avvicinando per la prima volta la parola “frammentazione” al mondo dei device Apple. E che non si parli di sensori d’impronte (introdotto con lo stesso concetto da Motorola almeno 3 anni prima).

Nessuno dice che non si debba prendere spunto, anzi, ogni produttore dovrebbe imparare ad essere più umile riconoscendo le migliorie e le nuove ottime features degli avversari e ad integrarle nei propri sistemi, senza poi scatenare guerre di brevetti senza senso e deleterie per gli utenti stessi. Ma è anche necessario che un brand storico come Apple torni ad innovare, allo stesso modo in cui è riuscita a rivoluzionare il settore mobile e quello desktop, perché da quelli di Cupertino ci si attende sempre il massimo, ci si aspetta che siano sempre un passo avanti rispetto agli altri, e non due indietro.

Handoff

È invece molto interessante il nuovo sistema di sincronizzazione tra Mac e iPhone, che consentirà ai computer Apple di sfruttare caratteristiche nativamente riservate allo smartphone, come la possibilità di effettuare chiamate e inviare SMS, sfruttando una sorta di sistema di hotspot da parte di iPhone. Funzione difficilmente replicabile da Android, vista l’assenza di una valida controparte desktop (Chrome OS è ancora un mondo a sé stante), mentre Windows è ancora troppo indietro coi suoi Windows Phone.

iCloud Drive

È la soluzione firmata Apple per l’archiviazione di contenuti e documenti nel cloud in modo completamente autonomo e multipiattaforma. La controparte Made in Cupertino dei vari Dropbox, Google Drive, Box, eccetera, completamente integrato in OS X e Spotlight.

Metal e Swift

Sono le nuove piattaforme di Apple per la programmazione su iPhone, per permettere prestazioni ancora superiori con i videogames mobile con Metal e semplificare la realizzazione dei codici per le nuove applicazioni con Swift.

HomeKit

Apple inizia ad affacciarsi al mondo della domotica, vero prossimo settore pronto ad esplodere dopo gli smartphone, i tablet e i wearable tech. Guarda caso proprio dopo l’acquisizione di Google di Nest, presentazione della “smart house” e relativo forte investimento proprio nella domotica. In questo caso l’idea è trasformare, tramite app dedicate, iPhone in centro di controllo universale per elettrodomestici e sistemi elettrici-elettronici della casa. Sarà difficile però contrastare Android, ormai diffusissimo su elettrodomestici e altri dispositivi dedicati ad una casa più multimediale, grazie alla sua rinomata versatilità.

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OS X 10.10 Yosemite

Difficile migliorare la perfezione. Perché per quanto la parte mobile di Apple continui a lasciarmi perplesso, quella desktop resta per me un punto di riferimento ben preciso, un esempio di efficienza, funzionalità e stabilità, che Windows dovrebbe iniziare a considerare più seriamente. E se funzionalmente c’è poco margine di miglioramento, perché non puntare ad un restyling grafico? Ecco quindi che con OS X Yosemite, la versione 10.10 del sistema operativo per Mac, lo stile sembra abbracciare la controparte mobile, con un’interfaccia flat e minimale. Vengono poi migliorati Spotlight, Safari, il sistema di notifiche, il mondo “cloud” per Mac, Mail e tanto altro. Tutto gratis. Impeccabile, come sempre.

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Manca all’appello iPhone 6, anche se si sapeva non sarebbe stato annunciato. Anche qui le premesse fanno pensare ad un cambio di rotta storico per Apple, che potrebbe abbandonare i “piccoli” display cedendo alla tentazione di adottare display oltre i 5 pollici, mandando a benedire il concetto di “buon senso” tanto sbandierato con iPhone 5 per giustificare la scelta di una diagonale dello schermo ancora lontana dai device della concorrenza, sempre più grandi per migliorare l’esperienza d’utilizzo di app, giochi e navigazione web. Ma questa è un’altra storia, meglio parlarne a tempo debito.

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