Facebook compra Whatsapp, e i suoi utenti, per 16 miliardi di dollari

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A quest’ora probabilmente la notizia dell’acquisizione di Whatsapp da parte di Facebook vi avrà già raggiunti. 16 miliardi di dollari – sedicimiliardi – per una delle mosse commerciali più importanti e significative di sempre per il social network di Zuckerberg, e non solo. Ma cosa si nasconde dietro una mossa del genere? Una semplice applicazione per smartphone può valere così tanti soldi?

Qualche tempo fa molti di noi si meravigliarono per un’altra colossale acquisizione firmata Facebook, che decise di investire 1 miliardo di dollari per portarsi a casa Instagram. Già allora molti si chiesero quale fosse il vero valore delle applicazioni mobile più popolari, forse anche per la quasi contemporanea acquisizione da parte di Audi del colosso italiano Ducati, che costò alla casa automobilistica tedesca più o meno la stessa cifra: come è possibile che un’azienda che realizza un prodotto che si può toccare con mano come una moto, a cui lavorano ingegneri, operai, impiegati, che necessita di grandi stabilimenti e macchinari, affermata da decenni sul mercato internazionale possa essere valutata addirittura meno di una “banale” applicazione per telefoni cellulari in cui condividere scatti fotografici dalla dubbia qualità?

La risposta è che forse queste applicazioni tanto “banali” non lo sono. O meglio, possono sembrarlo per le funzionalità che propongono – messaggini, faccine, fotografie scattate al volo e tanto materiale futile – ma non per tutto quello che vi orbita attorno. Con l’esplosione di Internet, dei social network e della vita basata sulla connessione alla rete globale abbiamo imparato che tutto ciò che diventa popolare o virale acquisisce un valore inestimabile, in particolare un aspetto ben definito: la pubblicità.

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Come un video divertente, curioso o accattivante può generare un numero infinito di click e condivisioni – che portano ovviamente a sostanziosi introiti per i gestori delle pagine che ospitano il contenuto e che possono quindi vendere più facilmente e a prezzi più alti i loro spazi pubblicitari, il cui valore in questo mondo virtuale è definito appunto dal numero di utenti che li visualizzano -, un’app che diventa particolarmente famosa basa il proprio successo sul numero di utenti che la utilizzano e, soprattutto, i loro dati.

Il vero business oggi è infatti la “tratta” dei dati personali di ognuno di noi, dal valore inestimabile e di difficile comprensione, per noi abituati a toccare con mano i prodotti che acquistiamo o vendiamo. In sostanza, si tratta del concetto stesso su cui si basa la fortuna di Facebook e del suo creatore: i dati personali degli iscritti al social network vengono raccolti, analizzati e rivenduti a società pubblicitarie che si preoccupano a loro volta di restituirci gli annunci pubblicitari che maggiormente si avvicinano ai nostri interessi e alle nostre abitudini, permettendo a chi commissiona una campagna pubblicitaria di essere sicuro del proprio investimento. La corsa agli utenti e alle loro informazioni personali apre le porte ad un sistema infinitamente vario, in cui la pubblicità è solo l’elemento principale, che si rivela una fonte di guadagno incredibile: chi possiede i nostri dati, possiede le nostre vite virtuali. E non è poco.

In questo senso, Whatsapp è sicuramente una gallina dalle uova d’oro. Un semplicissimo servizio, ma particolarmente pratico ed efficace, che proprio grazie a queste caratteristiche è stato in grado di raggiungere un numero sbalorditivo di utenti, addirittura paragonabile a quello dello stesso Facebook. Si parla di qualcosa come 1 miliardo di persone (quasi 400 milioni attivi tutti i giorni) che hanno installato sul proprio telefono l’applicazione per la messaggistica, con un traffico quotidiano ormai equivalente a tutti gli SMS scambiati nel mondo.

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È chiaro dunque che con questa mossa Zuckerberg si aggiudica un bacino d’utenza dal valore estremamente elevato. Per capire meglio quanto possano valere tutti questi utenti, possiamo fare un calcolo, molto approssimativo: lo scorso agosto 2013 Facebook aveva un valore stimato di circa 100 miliardi di dollari. Se contiamo che ad oggi gli utenti sono circa 1,2 miliardi, possiamo supporre che ogni utente vale circa 84 dollari. Si potrebbe dunque affermare che il valore assoluto di Whatsapp si aggiri attorno agli 84 miliardi di dollari, ben oltre i 16 spesi da Mark Zuckerberg. Ma occorre fare alcune altre considerazioni.

Innanzitutto, Facebook e Whatsapp sono due servizi decisamente differenti tra loro. I dati di un utente Facebook possono valere decisamente di più di un utente Whatsapp: sul primo condividiamo immagini, video, attività, interessi, abitudini, preferenze politiche, gusti, opinioni e tantissimo altro, fornendo a chi raccoglie i dati un numero di informazioni nettamente superiore a quello che si può ottenere da un semplice servizio di messaggistica. Anche facendo una valutazione ottimistica, diciamo che un utente Whatsapp vale un terzo di un utente Facebook: da 84 miliardi scendiamo drasticamente a poco meno di 30 miliardi. E c’è un altro fattore molto importante che non va dimenticato: è molto probabile che un utente Whatsapp sia già iscritto a Facebook e che quest’ultimo stia semplicemente riacquistando una buona parte dei suoi utenti. Ecco quindi che il valore effettivo dell’app risulta decisamente ridimensionato, e viene da chiedersi se la mossa del social network con sede a Palo Alto non sia un tantino azzardata.

In realtà, potrebbe esserci molto altro sotto: intanto in questo modo Facebook aumenterebbe notevolmente la sua capacità di raggiungere utenti in tutto il mondo, specialmente in quelle zone del pianeta in cui il social network di Zuckerberg non ha mai sfondato, come in Russia e in oriente; una strategia che punterebbe a rafforzare la solidità di un servizio che proprio nelle ultime settimane è stato messo in discussione da alcuni studiosi: secondo Princeton, Facebook sarebbe destinato a perdere circa l’80% dei propri utenti entro il 2017. E questa possibilità, per quanto drastica, è più verosimile di quanto possa sembrare. Una sorta di assicurazione sul futuro, per garantirsi sempre un numero maggiore di utenti attivi e scongiurare l’ipotesi di un clamoroso declino.

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Non è poi da escludere che possa trattarsi di una mossa preventiva per evitare che un bacino d’utenza di questo tipo possa finire nelle mani della concorrenza, con conseguenze decisamente poco confortanti per il caro Mark. Senza contare che in questo modo, nonostante al momento sia stato categoricamente smentito, Facebook potrebbe decidere di “fondere” la propria app di messaggistica con quella di Whatsapp, per un servizio unico e particolarmente efficace. In ogni caso, Facebook Messenger non potrà che beneficiare di questa mega-acquisizione, assorbendo l’esperienza frutto di un prodotto vincente come Whatsapp. Ma ora come ora, è quasi inutile fare previsioni e supposizioni.

Quel che è certo è che in pochi hanno accolto positivamente la notizia, consci della ben nota incapacità del team di Facebook di far funzionare le cose come dovrebbero: sotto l’aspetto meramente funzionale, il servizio di Zuckerberg presenta tantissime lacune e numerosi problemi, limitazioni difficilmente comprensibili ed accettabili per un colosso del genere, e la paura che Whatsapp venga contagiato è alta. Senza contare il vero timore di tutti noi: la gestione della privacy, vero punto debole da sempre di Facebook. Chi gode sono invece gli sviluppatori e ideatori di Whatsapp: oltre ai 16 miliardi di dollari incassati, 4 cash e 12 in azioni Facebook, ai fondatori e ai loro dipendenti andranno altri 3 miliardi in azioni vincolate nei prossimi 4 anni.

Forse ora non avranno più bisogno degli 89 centesimi l’anno.

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Il comunicato stampa ufficiale:

MENLO PARK, CALIF. – February 19, 2014 – Facebook today announced that it has reached a definitive agreement to acquire WhatsApp, a rapidly growing cross-platform mobile messaging company, for a total of approximately $16 billion, including $4 billion in cash and approximately $12 billion worth of Facebook shares. The agreement also provides for an additional $3 billion in restricted stock units to be granted to WhatsApp’s founders and employees that will vest over four years subsequent to closing.

WhatsApp has built a leading and rapidly growing real-time mobile messaging service, with:
Over 450 million people using the service each month;
70% of those people active on a given day;
Messaging volume approaching the entire global telecom SMS volume; and
Continued strong growth, currently adding more than 1 million new registered users per day.

The acquisition supports Facebook and WhatsApp’s shared mission to bring more connectivity and utility to the world by delivering core internet services efficiently and affordably. The combination will help accelerate growth and user engagement across both companies.

“WhatsApp is on a path to connect 1 billion people. The services that reach that milestone are all incredibly valuable,” said Mark Zuckerberg, Facebook founder and CEO. “I’ve known Jan for a long time and I’m excited to partner with him and his team to make the world more open and connected.”

Jan Koum, WhatsApp co-founder and CEO, said, “WhatsApp’s extremely high user engagement and rapid growth are driven by the simple, powerful and instantaneous messaging capabilities we provide. We’re excited and honored to partner with Mark and Facebook as we continue to bring our product to more people around the world.”

Facebook fosters an environment where independent-minded entrepreneurs can build companies, set their own direction and focus on growth while also benefiting from Facebook’s expertise, resources and scale. This approach is working well with Instagram, and WhatsApp will operate in this manner. WhatsApp’s brand will be maintained; its headquarters will remain in Mountain View, CA; Jan Koum will join Facebook’s Board of Directors; and WhatsApp’s core messaging product and Facebook’s existing Messenger app will continue to operate as standalone applications.

Upon closing of the deal, all outstanding shares of WhatsApp capital stock and options to purchase WhatsApp capital stock will be cancelled in exchange for $4 billion in cash and 183,865,778 shares of Facebook Class A common stock (worth $12 billion based on the average closing price of the six trading days preceding February 18, 2014 of $65.2650 per share). In addition, upon closing, Facebook will grant 45,966,444 restricted stock units to WhatsApp employees (worth $3 billion based on the average closing price of the six trading days preceding February 18, 2014 of $65.2650 per share). As of February 17, 2014, Facebook had 2,551,654,996 Class A and B shares outstanding plus approximately 139 million dilutive securities primarily consisting of unvested RSUs. The Class A common stock and RSUs issued to WhatsApp shareholders and employees upon closing will represent 7.9% of Facebook shares based on current shares and RSUs outstanding.

In the event of termination of the Merger Agreement under certain circumstances principally related to a failure to obtain required regulatory approvals, the Merger Agreement provides for Facebook to pay WhatsApp a fee of $1 billion in cash and to issue to WhatsApp a number of shares of Facebook’s Class A common stock equal to $1 billion based on the average closing price of the ten trading days preceding such termination date.

Facebook was advised by Allen & Company LLC and Weil, Gotshal & Manges LLP; and WhatsApp was advised by Morgan Stanley and Fenwick & West, LLP.