La vergogna nel calcio italiano porta i colori nero e blu

Purtroppo per noi amanti del calcio, lo sport numero uno nel nostro paese è destinato a macchiarsi ancora una volta di un episodio vergognoso. Non è infatti bastata calciopoli a far storcere il naso a mezzo mondo e a tutti gli appassionati italiani, sbattuti di fronte ad una realtà che vedeva più squadre (Juve in primis, ma anche Milan, Fiorentina e tante altre..) coinvolte un triste gioco di burattinaggio con lo scopo di aggiudicarsi partite e punti preziosi. Ma quello successo nel 2006 (anno che poi ci ha comunque visti campioni del mondo sul campo) era solo un piccolo frammento dello schifo al quale invece ci troviamo di fronte oggi, quando finalmente è venuta a galla anche la verità sui nerazzurri, fino a poco prima la “squadra degli onesti”. Ma andiamo con ordine..

Estate 2006: scoppia il caso “calciopoli”. Un’indagine voluta da non-si-sa-bene-chi e supportata da migliaia e migliaia di intercettazioni telefoniche (Telecom-Tronchetti Provera-Inter ???) dimostra come la premiata ditta Moggi & Co. si sia vista protagonista di diversi tentativi di manipolazione del campionato di calcio italiano, con risultati piuttosto proficui. La punizione è stata decisamente severa: retrocessione diretta in serie B, con tutto quello che ne consegue, come la perdita di grandi campioni, un danno economico non indifferente per la società, due scudetti revocati e una squadra da rifondare negli anni, ricostruzione che ancora oggi non può definirsi completata.
Ma si sa, chi sbaglia paga. E hanno pagato anche gli altri, come il Milan, la seconda squadra che più ci ha rimesso con lo scandalo del calcio italiano: due sole intercettazioni in cui un ex-dirigente rossonero ha parlato con un guardalinee, senza alcuna richiesta esplicita. Certo, anche il solo parlare con i direttori di gara è severamente vietato per i tesserati e per le società e il Milan ha pagato caro questi ambigui episodi: 30 punti di penalizzazione nella stagione appena conclusa (2005-2006) in cui il Milan arrivò secondo, con il conseguente terzo posto in classifica che obbligò la società di Berlusconi a dover partecipare ai preliminari per la qualificazione alla seguente Champions League. Per questo la campagna acquisti estiva fu pressoché disastrosa, consegnando nelle mani dell’allenatore (allora Ancelotti) una squadra ben poco competitiva. Vennero inoltre assegnati ai rossoneri ulteriori punti di penalizzazione da scontare nella stagione seguente, quando i rossoneri iniziarono a -8 un campionato compromesso in partenza per l’assenza di un organico completo e un distacco dalle prime già importante. E’ per questi motivi che l’unica squadra incredibilmente uscita pulita da calciopoli ha avuto modo di vincere i successivi 4 campionati sul campo, praticamente senza alcun vero avversario, con la sola Roma a tentare di lottare per il titolo ma non all’altezza del compito. Bisogna poi ricordare che, mentre quello della stagione 2004-2005 fu revocato e non assegnato, lo scudetto del 2005-2006 venne arbitrariamente assegnato all’Inter, che sul campo si era piazzata terza in classifica a ben 15 punti dalla prima (Juventus) e 12 dalla seconda (Milan). Beh, non c’è che dire: davvero meritato!

Ci siamo dunque trovati di fronte a 5 anni in cui l’Internazionale si è vista aggiudicare senza alcun motivo chiaro uno scudetto a tavolino, o di cartone se preferisci, dal quale ne sono seguiti altri 4 frutto delle sentenze di calciopoli, oltre ad una Champions League vinta con misteriosi episodi arbitrali, individuabili in particolare nelle due doppie sfide più decisive di tutta la competizione per la seconda squadra di Milano: con Chelsea e Barcellona. Ma questa è un’altra storia.. Tutto finito, tutto dimenticato, tutto alle spalle ora che l’inerzia di calciopoli sembra essersi esaurita, dopo la vittoria dello scudetto del Milan? Macchè! Ancora peggio! Se credevi che calciopoli potesse essere la pagina più nera del nostro calcio ti stai sbagliando di grosso! Questa estate (2011) abbiamo assistito ad un teatrino davvero assurdo. Nonostante il tribunale di Napoli avesse dimostrato più volte l’esistenza di migliaia di intercettazioni pericolose attribuibili alla società nerazzura, solo al termine del tempo necessario per mandare tutto il fascicolo relativo al caso calciopoli in prescrizione viene resa pubblica la relazione del signor Palazzi che dimostra come anche l’Inter partecipò attivamente al magna-magna del calcio italiano, violando addirittura l’articolo 1 e 6 del regolamento sportivo (la Juventus fu accusata solo per l’articolo 6) e dunque con una penalizzazione che verosimilmente sarebbe potuta sfociare in una retrocessione in serie C. Centinaia e centinaia di intercettazioni in cui i vari dirigenti interisti venivano beccati a fare pressioni alla classe arbitrale per ottenere risultati sul campo. Intercettazioni che coinvolgono anche l’ormai defunto Sig. Giacinto Facchetti, fino a pochi mesi fa osannato come uno dei pochi veri uomini di calcio rimasti nel nostro paese, ma con la reputazione a questo punto compromessa e che non lo fa sembrare tanto diverso dai vari Moggi, Meani e compagnia bella. E tu mi dirai: “beh allora ora pagheranno, verranno penalizzati, retrocessi!” ..e invece no! Il bello è appunto che tutto questo è stato reso pubblico giusto poco dopo lo scatto della prescrizione di calcipoli. In parole povere il caso è archiviato e nessuno può essere punito, anche se le prove sono evidenti, schiaccianti e indiscutibili. Pazzesco eh? è un po’ come se dopo qualche anno trovassero chi ti ha rubato l’auto, con la polizia che ti risponde “eh, ormai il caso è archiviato”, e con il tizio che continua a guidare la tua auto restando impunito. Bello eh? Ma in Italia funziona così.. O forse funziona così solo in qualche caso? La verità è che calciopoli (o morattopoli) è stata un’operazione ben architettata dalla combriccola interista, con il benestare di personaggi come Rossi e di chi ha condotto le indagini, come quel funzionario della polizia che decise di propria intenzione di scartare le intercettazioni nerazzurre perché ritenute non importanti. ??? Cosa??? Ma sei cretino?? Se hai tempo e voglia fatti una ricerca su internet e leggi anche una sola delle trascrizioni delle telefonate che coinvolgono l’entourage di Moratti, poi me lo spieghi se sono irrilevanti o no. Davvero incredibile.

In conclusione ci troviamo con una squadra di calcio impunita, con prove a proprio carico indiscutibili, che non può essere punita per una regola che potrebbe essere revocata in un secondo, ma che evidentemente fa comodo lì dove si trova. Una possibilità per smentire me e tutti quelli che la pensano così c’è: Moratti, quale presidente della “squadra degli onesti” potrebbe decidere di rinunciare alla prescrizione e farsi giudicare. In tal caso potrebbe farci tacere tutti dimostrando la propria innocenza di fronte ad un tribunale sportivo e ridicolizzando chi, come me, punta il dito contro il marciume nerazzuro. Secondo te l’ha fatto o lo farà? Oh, no! Moratti non ci pensa nemmeno! Qualcosa da nascondere? Coda di paglia? Consapevolezza di essere il più grande disonesto della storia del calcio italiano? Puoi trarre da solo le conclusioni…

Questo è quello che offre il calcio nel nostro paese oggi. 5 stagioni viziate da una manipolazione ben più grande di quanto si credesse all’inizio, i cui artefici nonostante le prove restano bellamente impuniti. Io la chiamo vergogna. Vergogna anche perché i diretti interessati non hanno la decenza di tenere la bocca chiusa e fare buon viso a cattivo gioco, ma hanno anche la faccia tosta di uscirsene con battute infelici per rispondere a chi, giustamente infuriato, richiede giustizia per tutti. Perché ad oggi, 17 agosto 2011, tutte le società di calcio coinvolte in calciopoli hanno pagato il proprio debito con la giustizia sportiva, tranne una, che continua a nascondersi dietro ad un’assurda prescrizione. Complimenti interisti. Perlomeno sono ormai note a tutti le origini dei vostri “successi” di carta e come vostra tradizione siete tornati ad essere i pagliacci del nostro calcio. Vi proclamavate come gli onesti, ma non potete più farlo. Prima o poi pagherete anche per questo, in un modo o nell’altro.

Poi per tutti coloro che pensassero di tornare al vecchio orgoglio del “mai in B” è ora di fare chiarezza e smontare anche questo falso mito. La società F.C. Internazionale sarebbe dovuta finire in serie B ben prima di Milan e Juventus. E, ancora peggio, non per sentenze in tribunale, ma per incapacità dimostrata sul campo. Nella stagione 1921/1922 infatti la classifica finale del campionato vedeva la squadra del biscione ULTIMA IN CLASSIFICA, con conseguente retrocessione per merito. Quell’anno il campionato di calcio fu diviso in due federazioni, CCI e FIGC. L’Inter partecipò al Girone B della Lega Nord della federazione CCI, con classifica finale che recitava così: Genoa 37, Alessandria 28, Pisa 27, Modena 26, Padova 23, Torino 20, Casale 20, Legnano 20, Savona 18, Brescia 17, Venezia 17, Inter 11, con 3 sole vittorie, 5 pareggi e ben 14 sconfitte, 66 reti subite e sole 29 quelle segnate. Bravi. Ma perché la stagione seguente non partecipò alla B, anziché restare in serie A? E me lo chiedi anche? Come nel caso più recente, anche in quegli anni la società nerazzurra venne praticamente salvata a tavolino, dalla burocrazia. Infatti la divisione delle due federazioni piaceva a pochi: dopo un lungo dibattito a livello nazionale le due federazioni decisero di riunirsi, con la CCI che veniva assorbita dalla FIGC. I futuri campionati di calcio vennero organizzati in 6 divisioni, con la Prima (Serie A) e la Seconda (Serie B) divise al loro interno tra Lega Nord e Lega Sud, per agevolare le trasferte. E vista l’occasione qualcuno pensò che una squadra con i risultati ottenuti sul campo che hai letto sopra avesse naturalmente il diritto di partecipare ad uno degli spareggi utili per la corretta distribuzione delle squadre tra serie A e B. Ma che coincidenza eh? Inutile dirlo, l’Inter riuscì ad aggiudicarsi quello spareggio in 180 minuti contro la Libertas di Firenze. Beh, una salvezza decisamente meritata..

Con questo consiglio a tutti gli interisti di accendere un cero nella chiesa più vicina in segno di gratitudine alla burocrazia e alla giustizia sportiva italiana, mai come oggi dai colori nero e azzurro. Che schifo.