MEGA

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Kim è tornato. Più determinato che mai. Come promesso, l’eccentrico fondatore dell’ormai defunto Megaupload, risolti ormai i suoi problemi legali con il governo degli Stati Uniti, ha inaugurato il servizio “erede” di quello che ha cambiato il concetto stesso di storage online, con milioni e milioni di utenti attivi e miliardi di file caricati.

MEGA è tra noi, e a differenza di Megaupload si propone estremamente più semplice, più potente, più sicuro e più al riparo dagli “attacchi” dell’FBI di sempre. E c’è da credergli. Basta infatti provarlo qualche secondo per rendersi conto delle potenzialità del servizio, con una procedura di iscrizione facilissima e un’interfaccia grafica che sembra voler dire “carica e condividi, è facile”.

E questa volta senza che nessuna legge o governo possa effettivamente mettere i bastoni tra le ruote a Kim e al suo nuovo servizio di cloud storage. Non ci addentreremo però negli aspetti di etica, morale e legalità del servizio, non sta a noi. Quello che ci interessa è che la rete ha nuovamente a disposizione uno strumento dalle grandi potenzialità, decisamente evoluto rispetto alla precedente versione e che si protegge da grane legali con un regolamento chiaro e un accorgimento banale quanto efficace: MEGA genera una chiave cifrata per ogni utente, che sarà l’unico a conoscerla e a decidere con chi condividerla. Questa cifratura è infatti partorita in automatico dal sistema e nessuno, neanche Kim, può venirne a conoscenza senza che sia l’utente stesso a decidere di farlo.

In questo modo MEGA si scrolla di dosso qualsiasi problema relativo alla violazione del copyright, in quanto non può, per rispetto della privacy, ficcare il naso nei nostri file. In sostanza, è come affittare un garage: il proprietario mette a disposizione uno spazio, ma a risponderne legalmente per il suo utilizzo è solo l’affittuario. Banale ed efficace. Anche se nei termini di servizio è chiaramente specificato che MEGA si riserva il diritto di eliminare file e bannare account nel caso si verifichino chiare violazioni delle leggi internazionali sui diritti d’autore.

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Ogni utente può dunque contare su tanto spazio di archiviazione per salvare tra le nuvole qualsiasi tipo di file, per potervi accedere facilmente in qualsiasi momento e da qualsiasi device, o per condividerlo in un click con un amico, un parente, una community o con l’intero mondo. Con un semplice link, proprio come si faceva con Megaupload.

Semplicità e praticità non sono però le uniche caratteristiche vincenti di MEGA. A differenza dei concorrenti, che nel frattempo hanno monopolizzato il web con offerte non proprio economiche, il nuovo arrivato dispone di un’offerta probabilmente tra le più convenienti di sempre: 50 GB di spazio di archiviazione per tutti, gratuitamente, per sempre. Nemmeno Dropbox, Google Drive o SkyDrive riescono a proporre tanto. E se 50 GB non vi bastano niente paura: si può espandere la disponibilità senza svenarsi. Con soli 9,90 euro mensili si può contare su 500 GB di spazio (e 1 TB di bandwidth), mentre con 19,99 euro si arriva addirittura a 2 TB (e 4 di bandwidth). Per i più esigenti poi ecco l’offertona da 4 TB e 8 di bandwidth a 29,99 euro. Non male.

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Il servizio è gestibile senza dover installare alcun software aggiuntivo, ma al momento è consigliato l’utilizzo dal solo browser Chrome, perché ritenuto il più performante. Presto però dovrebbe essere fruibile al meglio anche da tutti gli altri principali browser, nonché da applicazioni per dispositivi mobile e con software dedicati.

L’upload e il download frenetico tornano ancora più in voga con MEGA ed è solo questione di tempo prima di poterlo vedere tornare ai fasti del precedente servizio, il cui errore più grande fu probabilmente quello di abilitare un servizio come Megavideo, un po’ troppo oltre il sottile confine tra illegalità e diritto di archiviazione online e privacy. Intanto, giusto per mettere le mani avanti, Kim Dotcom ha accettato l’ospitalità della Nuova Zelanda per i server di MEGA, ben più aperta e meno conservatrice degli Stati Uniti per questo genere di strumenti. E mentre i competitors tremano di fronte all’ineguagliabile offerta di MEGA, Kim Dotcom fa capire che questo è solo il primo passo verso qualcosa di molto più grande, una battaglia personale verso chi ha tentato di distruggerlo. Il suo blog è abbastanza chiaro in tal senso (da non perdere il video “Mr. President”). Per il momento, noi semplici utenti non possiamo che godere della novità e sperare che possa effettivamente cambiare (in meglio) lo scenario del web, tenendo però sempre bene a mente il concetto di rispetto dei diritti d’autore. Internet per ora è libero, non significa però che se ne debba abusare.

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