Photo Sync vuole entrare nel tuo cellulare!

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A Palo Alto si danno sempre un gran da fare. I magnifici sviluppatori al servizio del giovane milionario (miliardario?) Zuckerberg aggiungono un’altra funzione al campione dei social network. ArrivaPhoto Sync per Facebook, coi suoi pro e soprattutto coi suoi contro.  E tanto per cambiare, c’è ancora di mezzo la privacy…

Da ora, sia che utilizziate uno smartphone Android piuttosto che iOS, ogni volta che scatterete una foto non sarà più necessario condividerla manualmente sul vostro diario: Photo Sync si preoccuperà di infilare la sua manina nella vostra galleria, prelevare lo scatto e caricarlo immediatamente sulla vostra cartella dedicata di Facebook. Cartella rigorosamente privata e dalla quale potrete decidere quale fotografia pubblicare e quale no. Comodo, no?

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Assolutamente sì. Del resto Facebook non è il primo servizio ad offrire una feature del genere:Dropbox e Google+, ad esempio, hanno abilitato la sincronizzazione automatica già da tempo, permettendoci di trovare i nostri scatti “tra le nuvole”, senza troppi patemi. Una volta scattate, le nostre foto sono già lì ad attenderci nel cloud del nostro servizio preferito. Inoltre in caso di scarsa autonomia residua della batteria del nostro smartphone o tablet, Photo Sync provvederà automaticamente a disattivarsi. Da tenere in considerazione, poi, che, per non gravare eccessivamente sul traffico dati, le immagini verranno automaticamente ridimensionate a 100 KB.

Tutto molto bello, tutto molto funzionale, tutto molto comodo. Peccato che, come sempre quando si parla di Facebook e di quel burlone di Zuckerberg, non è tutto bello come sembra. Sì, perché nonostante l’intera community sia costantemente in agguato, pronta a bastonare “i ragazzi di Palo Alto” per i loro scricchiolanti tentativi di salvaguardia della privacy degli utenti, Facebook sembra sempre pronta ad inciampare nuovamente su qualche errore: nonostante il comunicato ufficiale del social network parli chiaramente di “richiesta all’utente per l’attivazione del servizio”, Photo Sync non sembra essere molto chiaro quando si presenta agli occhi dello stesso, spesso poco pratico di stregonerie del genere. Dovrebbe apparire un avviso sulla home del vostro profilo al momento dell’abilitazione del servizio, o al primo caricamento di una foto dal terminale, in cui viene chiesto se attivare da subito il caricamento istantaneo delle foto o se annullare l’operazione. Ma senza alcuna spiegazione esauriente sul suo effettivo funzionamento.

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Chi non ha mai sentito parlare di Photo Sync potrebbe dunque inavvertitamente finire col condividere i propri scatti, anche i più privati e personali, con i server di Facebook che, per quanto sicuri e inaccessibili, in teoria anche dagli stessi sviluppatori, possono non essere il luogo preferibile per archiviare proprio tutte le nostre immagini. Inoltre anche se si dovesse scegliere di annullare l’operazione non è ben chiaro se il servizio verrà effettivamente disattivato, o se il messaggio viene solamente nascosto. Solo accendendo ai propri album fotografici da cellulare infatti si possono visualizzare le opzioni complete per il caricamento istantaneo di Photo Sync, e da lì eventualmente disabilitare il sevizio in tutte le sue modalità.

Vogliamo pensare che Facebook sia naturalmente in buona fede, e che la poca chiarezza nella presentazione della feature all’utente sia solo un errore, ma quando c’è in ballo la privacyl’attenzione non è mai troppa. Le “alternative” si comportano decisamente meglio, in maniera trasparente e non invasiva come il social network più famoso al mondo. Dropbox è uno dei più diffusi servizi di file hosting che permette di conservare qualsiasi file personale in uno spazio di archiviazione completamente on-line, offrendo un sistema di caricamento istantaneo delle immagini ben strutturato, ma che non si preoccupa di pensare prima di tutto alla privacy dell’utente. Prima di attivare la funzione, sia da smartphone che da computer, viene proposta all’utente una bella schermata a prova di utontitramite la quale decidere se attivare il caricamento automatico delle immagini o no. E per “no”, si intende proprio “no“. Non un “ne riparliamo” alla Facebook. E’ anche possibile “spuntare” l’opzione “non chiedermelo più” per essere certi che Dropbox non torni a disturbarci con una proposta che non ci interessa. Siamo noi, eventualmente, a decidere se usufruire della feature tramite il pannello di controllo del servizio cloud. Idem per Google+.

E’ inaccettabile che quasi quotidianamente Facebook incappi in errori dl genere. La buona fede degli utenti che si trovano di fronte a queste situazioni è messa a dura prova giorno dopo giorno. Essere il leader incontrastato dei social network sul web non giustifica la superficialità con cui il prodotto di Zuckerberg affronta questioni che meriterebbero più attenzione nei confronti di chi quel prodotto lo ha reso grande: gli utenti. Già è incomprensibile come il social network dalle uova d’oro sia uno dei servizi peggio concepiti dell’intero world wide web, strutturalmente e funzionalmente, ma che la privacy delle persone venga gestita alla basta-che-sia, perchè tanto “se sei su Facebook è perchè vuoi che la tua vita sia sbattuta sulla rete“, non è accettabile. Al Sig. Zuckerberg, invece di perdere tempo a tentare di lanciare in borsa il proprio social network con risultati imbarazzanti, consigliamo vivamente di avere più a cuore il rispetto della privacy di noi insignificanti utilizzatori.