“Scioperiamo per i diritti dei calciatori!” ..dici davvero?

Non so se hai sentito, ma in questi giorni il nostro paese sta affrontando una questione abbastanza imbarazzante. E bada bene che non mi riferisco a scandali politici.. A quelli siamo abituati da tempo e fa parte del DNA dell’Italia. No, la cosa realmente imbarazzante, e che mi fa incazzare come una biscia, è che i calciatori che militano nel campionato di Serie A hanno pensato bene di puntare i piedi e di proclamare sciopero!

Beh ma, voglio dire, STIAMO SCHERZANDO??!! A me non frega proprio niente dei “diritti” dei calciatori. Ok, aspetta, lasciami spiegare meglio.. Non voglio dire che i calciatori debbano essere trattati alla stregua di schiavi, ma qui si rasenta il ridicolo. Quali cazzo sono i motivi che portano un calciatore, che guadagna miliardi delle vecchie lire con l’unico scopo di dare dei calci ad un pallone, a pretendere qualcosa in più? Non ha senso! Milioni di euro, cristo, milioni di euro e questi scioperano!!

Ma fai attenzione, non sono uno di quelli che abitualmente criticano i calciatori in quanto tali, solo perché non appassionato. Io sono appassionato eccome! Sono milanista sfegatato da sempre, con anche momenti in cui sono stato vicino all’essere considerato più esaurito che sfegatato.. E quindi i calciatori, specialmente i rossoneri, sono da sempre idoli per me. Ma in questo caso darei dei forti calci nel culo a questi “eroi”. Non si capisce ancora in che maniera preferiscano essere identificati. Quando fa loro comodo sono sportivi, amanti di un gioco nel quale si distinguono per le loro grandi abilità. In altri momenti considerano il calcio un mero lavoro, una professione come un’altra, con il coraggio di ammettere sempre più spesso che si tratti di una professione estremamente difficile; sì, hai capito bene, difficile. Perchè? Perchè secondo loro fare allenamento tutti i giorni, evitare festini che si prolunghino oltre le 2 di notte, avere attorno centinaia di belle donne, guidare auto costose come palazzi, diventare famosi e firmare autografi è un lavoro “difficile”.

Mi sono fatto una nota: controllare sul dizionario il significato di “difficile”, devo essermi perso qualcosa.. Cioè, ci credi? io vado a lavorare tutti i giorni, weekend a parte, 8 ore al giorno, timbrando un cartellino (che non è proprio come firmare un autografo) e rendendo sempre conto a qualcuno (certo, anche loro devono rendere conto a qualcuno, ma forse è inutile sottolineare che si tratta di due condizioni ben diverse..). E nonostante questo non sciopero mai. Mai. Probabilmente perchè le motivazioni che mi sono state proposte fin’ora non mi sembravano così rilevanti, ma in particolare per un altro motivo: mi ritengo una persona estremamente fortunata, perchè ho un posto di lavoro fisso, un buon stipendio, ricopro un ruolo interessante, i miei colleghi creano un bell’ambiente lavorativo e sono a due passi da casa. Di cosa dovrei lamentarmi?

E quindi questo mi fa riflettere. Mi fa riflettere pensare che personaggi che hanno avuto la fortuna di avere una vita incredibilmente agiata non hanno neanche le palle di guardarsi intorno ed ammettere che a loro è andata bene. Anzi, fanno peggio: chiedono ancora di più, più di quello che molte tra le persone normali hanno la decenza di non chiedere, nonostante ne avrebbero tutto il diritto. E quindi per la prima volta probabilmente nella storia del mondo del calcio, e nella storia della nostra società, forse io e te vedremo scioperare delle persone ricche! Non è incredibile?!!

Se poi pensi a quello che ti ho detto ti accorgerai che non sono mai entrato nel dettaglio della questione, nello specifico delle trattative tra Lega e AIC (L’associazione italiana che cura i diritti dei calciatori). Proprio perchè non mi interessa cosa chiedono. Perchè con i privilegi che hanno non possono nemmeno permettersi di pronunciare la parola “sciopero”. E’ anche bello vedere come l’opinione pubblica e i media trattino la questione con poca attenzione, come se fosse un problema di poco conto. Qui qualcuno non capisce che questo altro non è che un grave insulto alle persone normali, quelle che pagano l’abbonamento alle pay-tv per 90′ di passione con i loro beniamini, quelle che nonostante il gelo spendono decine e decine di euro per andare allo stadio, quelle che durante la settimana s’incazzano e litigano e discutono con gli amici sull’ultima giornata calcistica, sul rigore non dato, su chi vincerà lo scudetto, su quale è o sarà la squadra più forte di sempre, rovinandosi l’umore nel tempo libero e non. Questo è un insulto a me e a te, che lunedì mattina andremo a timbrare un cartellino, che ci piaccia o no. A me e a te, che non usciremo di casa per preparare un esame. A me e a te, che magari del calcio non frega niente, ma che non guadagniamo milioni di euro l’anno. A me e a te che odiamo gli ipocriti.

Una cosa comunque va riconosciuta a questi calciatori che gridano alla rivoluzione: il coraggio. Ci vuole davvero tanto coraggio a scioperare se sei un calciatore.

Ma se loro si permettono di fare una scelta simile la colpa è anche mia, e tua, se sei un tifoso come me. Un tifoso che, nonostante questa scenetta patetica, anche questa sera sarà incollato alla tv, pronto a soffrire come un cane per tutta la settimana in caso di qualche risultato non piacevole, per un’élite di calciatori che anche in caso di sconfitta, da questa sera torneranno a guidare le loro auto costose, a frequentare le loro bellissime donne e a godersi la vita. Poverini.

E poi, checcazzo, a 35 anni loro sono in pensione!!