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Società

Omofobia: perché il “caso Sarri” è ben più grave di quanto possa sembrare

L’episodio probabilmente lo conoscete già: Sarri – allenatore del Napoli, alla sua prima esperienza su una panchina importante in Serie A – si è lasciato scappare (?) un insulto dai tratti omofobi nei confronti del suo collega nerazzurro, Roberto Mancini, in occasione della sfida per l’accesso alle semifinali di Coppa Italia tra la squadra partenopea e quella milanese, appunto. Il motivo è futile, come sempre in questi casi, ma quello che è successo nasconde sfumature ben più gravi di quanto possa sembrare al primo impatto.

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Ci vuole tanto per eliminare il razzismo dagli stadi?

Non credo serva un genio. Basterebbe un po’ di coraggio. Basterebbe che gli arbitri, invece di ammonire un giocatore per un “cazzo guardi” o per una maglietta tolta dopo un gol, avessero il coraggio, e il potere, di far terminare immediatamente una partita, alla prima avvisaglia di comportamenti razzisti dalle curve. La tua tifoseria sta insultando in modo razzista uno o più giocatori? La tua squadra perde a tavolino. Subito. Senza annunci, sospensioni o richiami. Senza che si possa dare modo alle teste di cazzo di tornare sui propri passi, lasciandoli dunque impuniti. Via, a casa.

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Intervista a Emanuele Caruso di “E fu sera e fu mattina”, un film finanziato dal crowdfunding

Il crowdfunding è una tecnica di finanziamento sempre più popolare e diffusa, ma per chi ancora non ne avesse sentito parlare, Wikipedia è il posto giusto per sopperire alla mancanza. E fu sera e fu mattina è invece un film nato da un interessantissimo progetto che parte dal basso, dalle persone comuni, che ha saputo crearsi da solo, basandosi sull’infinita buona volontà dei suoi ideatori.

Società

L’irresistibile fascino della figura umana

E dire che siamo vanitosi. Come razza, intendo: l’essere umano è vanitoso di natura. Amiamo vedere in tutto quello che ci circonda qualcosa di “umano”, dalla forma “umanoide”, con braccia, gambe e occhi. Ma non ci limitiamo ad immaginare: facciamo sì che tutto quello che creiamo ci somigli. Anche se non sempre i risultati sono effettivamente apprezzabili. È il caso dei cartoni animati e, ancora di più, dei robot.

Società

“Il posto fisso è monotono”. Monti, ma che cazzo dici?

Ok, probabilmente è vero, il posto fisso non ti tiene sulle spine. Non ti da la sensazione di dover vivere alla giornata, di doverti reinventare ogni giorno per arrivare a domani e probabilmente fa anche poco “braveheart”. Ma cazzo, dire che è monotono quando non si hanno neanche i soldi per piangere è una presa per il culo bella e buona. E ti spiego perché.