eBay, la gallina dalle uova d’oro. Ma per chi?

Immagino tu conosca perfettamente eBay. Il famoso portale per le aste on line dov’è possibile trovare qualsiasi tipo di oggetto a prezzi incredibilmente competitivi, con tutta la tutela di un sito dalle solide basi e dalle regole chiare e rispettate da tutti.

Sì, sono sarcastico. Perché? Perché purtroppo non è così, o almeno non più. Sono circa 16 anni che eBay ha iniziato la sua attività e non vi è dubbio che abbia avuto un successo enorme, che probabilmente va attribuito alla capacità dei suoi creatori di realizzare un punto di incontro innovativo tra più venditori e acquirenti sparsi in tutto il mondo. Questo ha rivoluzionato il concetto del mercato dell’usato, offrendo la possibilità di concludere affari davvero vantaggiosi, sia per chi vende che per chi compra. Insomma, sai benissimo come funziona, non c’è bisogno di entrare nei dettagli.

Ma quello di cui pochi si sono resi conto è che la favola di eBay è arrivata al capolinea. Ti sembra incredibile? Beh, attenzione, non sto dicendo che la baia stia per chiudere i battenti da un momento all’altro, anzi, bensì che ad oggi non offre più quel vantaggio “commerciale” di un tempo. Gli avvoltoi del commercio via internet non ci hanno messo molto a capire come sfruttare a proprio vantaggio la popolarità di eBay, portando sul portale veri e propri negozi dove trovare oggetti nuovi e a normalissimi prezzi in linea col mercato. Basta fare una semplice ricerca su un prodotto qualsiasi per rendersi conto che, se parliamo di “nuovo”, i prezzi di eBay non sono i migliori. Molti negozi di e-commerce sono in grado di proporre gli stessi articoli a prezzi anche più convenienti. Il trucco sta appunto nel giocare sul nome di eBay, che troppo spesso viene associato alla parola “risparmio”. Un utente qualsiasi prova sempre a dare un’occhiata prima sulla baia per effettuare i propri acquisti, certo che non si possano trovare prezzi migliori nel resto della rete. E i venditori professionisti ci vanno a nozze.

Non solo. Un altro motivo per cui il mondo di eBay inizia a farmi storcere il naso è la politica de “la legge NON è uguale per tutti” implicitamente applicata dal sito. Saprai benissimo a cosa mi riferisco se parlo di “feedback”, i commenti che vengono lasciati al termine di una transazione per lasciare una traccia di come si è svolta la stessa, utile a chi viene dopo di noi per rendersi conto se l’utente con cui tratteremo, acquirente o venditore che sia, sia una persona seria e affidabile piuttosto che un furbacchione. Beh, sai la cosa bella qual è? Che da 2 o 3 anni circa eBay ha arbitrariamente deciso che i venditori non possono che lasciare feedback positivi agli acquirenti, qualunque sia l’esito della transazione. L’acquirente può invece continuare a lasciare anche feedback neutri o negativi. Secondo eBay questo serve a garantire la tutela degli acquirenti che venivano “ricattati” dai venditori, senza considerare cosa potrebbe significare dal punto di vista opposto. Immagina, ad esempio, che un anonimo acquirente si aggiudichi l’oggetto della nostra asta, per la quale abbiamo perso tempo e denaro, viste le tariffe della baia, e che questo decida di ricattarci minacciando di lasciare un feedback negativo per ottenere uno sconto sul prezzo finale. Esistono diverse testimonianze di venditori che dopo casi simili non sono riusciti ad ottenere aiuto dall’assistenza eBay, a tutto vantaggio del disonesto acquirente. E se anche eBay dovesse riconoscere il comportamento scorretto del vincitore dell’asta noi dovremo annullare l’inserzione appena conclusa ripartendo da zero. Come se la gente non avesse nulla da fare tutto il giorno. Questo nel migliore dei casi: nel peggiore ci troveremmo con scomodi feedback negativi per il resto della nostra permanenza sul portale.

Chi ci rimette è sempre il venditore occasionale, la cui percentuale di feedback positivi potrebbe venire facilmente rovinata anche da pochi commenti negativi, a differenza dei professionisti, per i quali un feedback negativo ogni tanto è come una goccia d’acqua dolce nel mare. E eBay si sfrega le mani: è dai venditori veri e propri che guadagna cifre pazzesche, chiudendo anche un occhio nel caso in cui questi ultimi dovessero trasgredire dal regolamento. Si perché è innegabile che su eBay esista un vero e proprio mercato nero, fatto di oggetti contraffatti o non consentiti. E guarda caso quei venditori che non vengono bloccati sono proprio quelli che concludono centinaia di affari al giorno. Mi chiedi come mai non vengano bloccati? Prova a dare un’occhio alle tariffe d’inserzione e poi ne riparliamo; vendere un oggetto sul loro sito ti costa: un tot alla creazione dell’annuncio, in base alla categoria dell’oggetto che si vuole vendere, un tot sul prezzo finale di vendita e un tot sugli eventuali trasferimenti di denaro via PayPal (società creata dalla stessa eBay).

Allora non potrebbero chiudere un occhio anche sui venditori occasionali che ogni tanto sgarrano? No, perchè serve qualche vittima sacrificale per dimostrare di essere un’azienda seria che fa rispettare le regole. Tutto molto bello.

E per “sgarro” non intendo commettere errori gravi, anzi! Ti faccio qualche esempio. Immagina di ricevere un regalo un paio di scarpe firmate, ma che non ti piacciono o non ti vanno bene e che tu non possa cambiarle o restituirle. L’alternativa è venderle, ma potresti non voler speculare sul prezzo finale. Diciamo che con un prezzo di listino originale di 300€ tu voglia accontentarti di guadagnarne la metà, per metterti in tasca due soldi senza perdere troppo tempo tra inserzioni e aste on line. Ecco, pensa che più di una volta eBay ha bloccato inserzioni simili affermando che si trattasse di oggetti contraffatti, perchè il prezzo sembrava essere fuori dalle medie di mercato. Fantastico.

Oppure immagina di voler vendere un documento. Una guida, ad esempio. Non puoi inviarla tramite e-mail o altri canali digitali, eBay lo vieta, ma anche se tu provassi a specificare di volerla inviare tramite normale posta “reale” la tua inserzione potrebbe essere rimossa. Perché i guardiani della baia vanno anche a sentimento: se per loro si tratta di qualcosa inviabile per posta elettronica, beh, anche se sei stato rispettoso delle regole meriti di essere punito.

E vieni punito anche se vendi qualcosa a prezzi stracciati, diciamo al minimo, 1 euro, e che arrivi a trovarti con diversi feedback negativi perché tanti degli acquirenti “della domenica” hanno avventatamente concluso la transazione senza leggere correttamente il contenuto dell’inserzione, rifilandoti feedback negativo anche dopo un tuo eventuale rimborso. Sì, perché tu magari rimborsi l’acquirente sbadato, ma nessuno lo obbliga a modificare il feedback negativo che ti ha lasciato. Così tu ti trovi a non aver venduto l’oggetto, a non aver intascato nulla e con un commento veramente dannoso. E dopo un po’ che questo accade eBay ti sospende l’account e ti consiglia di risolvere le tue controversie entro un tempo prestabilito, se vuoi che il tuo account venga riattivato. Ma tu hai già fatto tutto il possibile per rimediare e l’acquirente continua a non volerne sapere, magari perché semplicemente è un po’ bastardo dentro. Che ti piaccia o no a scadere dell’ultimatum imposto da eBay potrai dire addio per sempre al tuo account. E non potrai mai più iscriverti con quei dati personali, dovendo rinunciare per sempre ad utilizzare le magiche aste.

L’assistenza clienti poi è davvero la peggiore che si possa trovare, praticamente una barzelletta. Fondamentalmente non esiste: i cari operatori che ne seguono il lavoro altro non fanno che risponderti con frasi prestabilite, con dei bei copia e incolla dal loro regolamento, dimostrando in maniera esplicita e davvero imbarazzante di non aver nemmeno provato ad entrare nel dettaglio della questione che hai posto alla loro attenzione.

Ecco perchè il mercato del “nuovo” sta precipitando su eBay: tariffe troppo care, regole poco chiare, zero assistenza clienti, equilibrio basato sulla legge del più forte e prezzi non più convenienti come una volta spingono giorno dopo giorno gli utenti a migrare verso altri lidi, affidandosi a siti di e-commerce decisamente più seri che nulla hanno da invidiare ai prezzi della baia, anzi: facile che accada il contrario.

Solo il mondo dell’usato su eBay ancora resiste. Le alternative come Subito.it e lo stesso eBay annunci stanno però cambiando il modo di affrontare le compravendite: inserzioni gratis, visibilità garantita e maggiore contatto umano sembrano essere le carte vincenti per il dopo eBay.

Naturalmente tutto quello che ti ho raccontato non è frutto della mia immaginazione, ma una constatazione maturata su opinioni ed esperienze reali. Prova a perdere un po’ di tempo e a fare una ricerca su Google, sul tema eBay. Ti sorprenderai di quanti siano i problemi che orbitano attorno alla realtà del sito d’aste. E se vuoi fare un’altro test prova a contattare uno dei venditori professionali che puoi trovare sul portale, di quelli che hanno migliaia e migliaia di feedback: chiedigli cosa ne pensa di eBay.

Se poi vuoi approfondire ulteriormente il discorso e conoscere anche qualche altro aspetto negativo della baia dai un’occhiata a QUESTO ARTICOLO o a QUESTO BLOG. Davvero interessante..

Non è tutto oro quello che luccica. eBay è la gallina dalle uova d’oro. Per chi lo gestisce però.