Intervista a Emanuele Caruso di “E fu sera e fu mattina”, un film finanziato dal crowdfunding

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Il crowdfunding è una tecnica di finanziamento sempre più popolare e diffusa, ma per chi ancora non ne avesse sentito parlare, Wikipedia è il posto giusto per sopperire alla mancanza. E fu sera e fu mattina è invece un film nato da un interessantissimo progetto che parte dal basso, dalle persone comuni, che ha saputo crearsi da solo, basandosi sull’infinita buona volontà dei suoi ideatori.

Abits ha intervistato il regista Emanuele Caruso, principale artefice di questa impresa (perché di impresa si tratta), per capire meglio come sia possibile portare nelle sale cinematografiche un lungometraggio potendo contare solo sulle proprie forze, con l’appoggio del finanziamento volontario di altre persone comuni, persone che hanno creduto in questa idea.

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Abits: Ciao Emanule. Parlaci di te. Qual è il tuo ruolo all’interno del progetto?
Emanuele Caruso: Nella vita vorrei fare solo il regista. La verità è che quando ti metti in testa l’idea di girare un film, senza un grande budget, devi fare un po’ di tutto. Forse per ultima cosa il regista. Diciamo dunque che io sono l’ideatore del progetto e quello che ha dato vita a questa impresa.

Raccontaci di cosa parla E fu sera e fu mattina.
Non sono molto bravo a raccontare a parole questo film (forse per questo un film, perché amo di più farlo con le immagini), ma sostanzialmente parla di una piccola comunità di 2.000 persone, spersa nelle Langhe piemontesi, che vive una quotidianità e una vita ben diversa da quella che può essere quella di una città, anche delle più piccole. Da un certo punto di vista più legato al passato, alla terra e mentalmente anche molto chiusa e un po’ conservatrice. Molto chiusa verso il nuovo e il diverso. In questa piccola comunità abbiamo voluto introdurre un elemento che costringesse queste persone a rivedere e ridimensionare completamente il loro modo di vivere, rivedendo il tutto sotto una luce diversa. Il film parla di questo grande avvenimento che irrompe nelle vite di questi abitanti. Dunque è un film che si interroga sui rapporti umani e di cosa questi vivano.

Com’è nata l’idea?
Beppe Masengo, il mio aiuto regia, alla luce di alcune cose che erano successe a lui quando abitava in un paese, mi ha proposto l’idea che poi abbiamo sviluppato.

Gli elementi che compongono il cast e la produzione sono tutti professionisti?
Dovremmo definire la parola “professionisti”. Se per questa parola intendiamo gente che vive di questo mestiere, allora la risposta è no. Se intendiamo invece persone giovani, ma che lavorano professionalmente e con serietà allora sì.

Come avete vissuto l’esperienza “crowdfunding”?
Come l’unico modo per raccogliere un budget minimo per girare. Che l’Italia sia un paese che ogni giorno scende più verso il baratro non è una novità. In campo cinematografico la situazione è pessima. Soprattutto se non sei nessuno. La scelta è sempre la stessa: aspettare di girare un film con un budget buono e rischiare di non fare mai nulla, oppure girare con il poco che si riesce a girare. Con i rischi del caso.

Si tratta del primo film italiano in assoluto ad essere stato finanziato con questa tecnica?
No. Molti altri film sono stati finanziati così. Il crowdfunding in Italia c’è dal 2005. Ma solo negli ultimi due/tre anni ha avuto una diffusione molto ampia. Credo che sia il primo film girato in crowd equity, ma potrei sbagliare.

Quanti sostenitori hanno aderito al progetto tramite la piattaforma di crowdfunding?
Esattamente non lo so. Circa 400 comunque.

Avete avuto problemi con sostenitori “non paganti”?
Moltissimi :)

Peccato, davvero. Più in generale, secondo la tua esperienza diretta, pensi che i sistemi di crowdfunding possano effettivamente rivelarsi una valida alternativa per i finanziamenti dei propri progetti?
Dipendi cosa intendi con progetti. Michele Santoro con il suo “SERVIZIO PUBBLICO” l’anno scorso, a forza di donazioni, ha raccolto 1.000.000 di Euro. Il movimento 5 stelle ha raccolto 700.000 Euro. E sto parlando di grandi realtà. E per entrambi i casi, i budget raccolti non riuscirebbero a coprire i costi di un film cinematografico. Certo, per un regista alla prima o seconda esperienza sarebbero budget ottimi, ma se non si è conosciuti è impossibile oggi in Italia riuscire a raccogliere cifre del genere. Dunque direi: dipende dall’entità del progetto. Sicuramente per un film cinematografico il crowdfunding non è un alternativa valida. Diciamo che il crowdfunding serve per dare un piccolissimo budget per provare a fare qualcosa. E qui arriva il difficile: riuscire con pochissimo budget a fare un film di qualità e che ti possa permettere di farti conoscere. È un muro molto alto con cui, per un regista alla prima esperienza e dunque inesperto, è molto facile andarsi a schiantare.

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Il vostro film merita di essere visto?
È una domanda che non devi porre a me, per una dozzina di motivazioni diverse. Quale regista ti direbbe che il tuo film non vale la pena di essere visto? :)

Touché. Quando arriverà ufficialmente nelle sale cinematografiche?
“Boh” è la risposta migliore. Abbiamo in programma di mandarlo ad Ottobre. Ma qui ci vuole un distributore che lo faccia. Stiamo vedendo se è possibile farlo con uno in particolare che si è dimostrato interessato. Speriamo! (In realtà stiamo puntando ad esordire in un grande FESTIVAL, sperando che questo ci faccia un po’ da megafono. Io in particolare sto puntando molto su questo.)

Quanto ci è voluto per la realizzazione del lungometraggio, dall’idea alla distribuzione delle sale, tenendo per buona la data di ottobre?
Abbiamo iniziato a scrivere il film a Ottobre 2010. 3 anni? Ma questo se non sei nessuno e non hai soldi. Avessi i soldi potresti fare tutto in un anno.

Che aspettative avevate all’inizio del progetto, e quali aspettative avete ora?
A inizio progetto speravamo di esordire per la PRIMA in un grande FESTIVAL e poi di avere una distribuzione italiana (sempre nei cinema, ma in forma diversa dalle classiche uscite a cui siamo abituati) e magari qualcosa all’estero. Le aspettative al momento non sono cambiate. Vedremo se troveranno riscontro con la realtà.

Grazie mille per la disponibilità! È stato un piacere! E naturalmente un sincero in bocca al lupo!
Ti ringrazio: speriamo bene! A presto e crepi il lupo!

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La piattaforma di crowdfunding che ha aiutato a dare vita a E fu sera e fu mattina è l’italianissima Produzioni dal basso. Sul sito ufficiale del film potete trovare tantissime altre curiosità sul cast, sulla produzione e sulla trama. È anche disponibile una pratica brochure che raccoglie le principali informazioni sulla pellicola. Nell’attesa di poterlo vedere al cinema, ecco il primo teaser trailer ufficiale: